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Scacchi: titoli e storia
8 domande · Sport
Gli scacchi hanno una storia lunga quindici secoli. Il loro antenato è il chaturanga, nato in India intorno al VI secolo; attraverso la Persia e il mondo arabo il gioco arrivò in Europa, dove cambiò più volte le sue regole fino alla forma moderna. Oggi a governarlo è la FIDE, la federazione mondiale fondata a Parigi nel 1924, che organizza i campionati del mondo e ha come motto «Gens una sumus», «siamo una sola famiglia».
La FIDE assegna anche i titoli. Il più alto è quello di grande maestro, conferito a vita e detenuto da appena qualche migliaio di giocatori nel mondo. La forza di ciascuno si misura invece con il punteggio Elo, che sale e scende con vittorie e sconfitte e porta il nome del fisico Arpad Elo: l’élite mondiale supera i 2700 punti. Il record appartiene a Magnus Carlsen, campione del mondo dal 2013 al 2023 e per molti il più forte di sempre.
Alcune partite sono entrate nella storia ben oltre la scacchiera. Nel 1972 a Reykjavik l’americano Bobby Fischer sconfisse il sovietico Boris Spasskij in piena guerra fredda, in un incontro seguito in tutto il mondo come una sfida fra superpotenze. Nel 1997 il computer Deep Blue di IBM batté il campione del mondo Garry Kasparov, una tappa fondamentale per l’intelligenza artificiale. E oggi milioni di persone giocano online a cadenze rapidissime: nel blitz ognuno ha da tre a cinque minuti per l’intera partita, nel bullet addirittura uno solo.
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