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Scherma: armi e termini
8 domande · Sport
Chi entra in una sala d’armi scopre una lingua precisa, nata in gran parte fra Italia e Francia. Tre armi convivono sulla pedana. Il fioretto è la più leggera: arma di punta, conta solo le stoccate portate al tronco, perché un tempo serviva come arma da allenamento per il duello. La sciabola invece colpisce di punta e di taglio: il bersaglio valido copre tutta la parte del corpo sopra la cintura e i suoi assalti sono i più rapidi e spettacolari.
Tutto parte dalla posizione di attesa, la guardia: ginocchia flesse, peso del corpo al centro, arma puntata verso l’avversario. «In guardia!» è anche il primo comando prima di ogni assalto, che sulle pedane internazionali suona in francese: «En garde! Prêts? Allez!». Poi tutto è questione di gioco di gambe: avanzare, indietreggiare e mantenere la misura giusta conta spesso più della forza del braccio, e uno schermidore percorre in un assalto una distanza sorprendente.
Nel fioretto e nella sciabola una regola sottile decide le stoccate simultanee: la convenzione. Segna chi ha iniziato per primo e correttamente l’attacco; nella spada questa regola non esiste, e decide il cronometro elettrico.
Anche l’equipaggiamento segue la logica della sicurezza. La coccia, la calotta di metallo fissata sopra l’impugnatura, protegge la mano armata; è più grande nella spada, dove la mano stessa è bersaglio. Quanto alla divisa, giacca, maschera a rete e guanto, resiste a colpi di centinaia di newton e rende possibile uno sport di lama tanto veloce.
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