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Scherma: gare e storia
8 domande · Sport
Pochi sport possono vantare una storia lunga come quella della scherma. È nata dal duello, quando le questioni d’onore si risolvevano armi in pugno; sono servite protezioni e regole severe per trasformarla in una gara senza pericoli. La scherma è nel programma di tutti i Giochi olimpici moderni dal 1896, una fedeltà che condivide con pochissime altre discipline.
Il suo organismo mondiale, la FIE, è stato fondato a Parigi nel 1913, e non è un caso: il francese resta la lingua ufficiale delle pedane internazionali. I comandi «En garde!», «Prêts?», «Allez!» risuonano in tutte le sale del mondo.
Da secoli due nazioni si contendono la supremazia: l’Italia e la Francia, le cui scuole d’arme hanno plasmato l’intero sport. L’Italia è fra i paesi con più medaglie olimpiche nella scherma, dai fratelli Nadi e da Edoardo Mangiarotti fino a Valentina Vezzali. Altri paesi hanno la loro arma prediletta: l’Ungheria ha dominato la sciabola per gran parte del Novecento, e nessuna nazione vi ha vinto più titoli olimpici.
Una gara comincia con i gironi, dove gli assalti si disputano a cinque stoccate. Poi arriva il tabellone a eliminazione diretta, dove vince chi arriva per primo a 15 stoccate o chi è in vantaggio dopo tre riprese. Infine la gara a squadre vede tre schermidori della stessa nazione darsi il cambio fino a 45 stoccate: lì il sangue freddo collettivo fa la differenza.
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