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Sci alpino
8 domande · Sport
Lo sci alpino si divide in più discipline, dalle più tecniche alle più veloci. La discesa libera è la regina della velocità: sul tracciato più lungo e ripido gli atleti superano i 130 km/h. All'estremo opposto c'è lo slalom speciale, con porte strettissime da affrontare con precisione in due manche; saltarne una sola significa uscire di gara. In mezzo stanno lo slalom gigante, con curve più ampie e rotonde che richiedono tecnica e velocità insieme, e il super-G, prova veloce corsa senza prove cronometrate: gli sciatori conoscono la pista solo dalla ricognizione del mattino.
Ogni inverno i migliori si ritrovano nel circuito della Coppa del Mondo, dove i punti si sommano gara dopo gara. A fine stagione chi vince la classifica generale riceve la grande sfera di cristallo, un trofeo che molti considerano più difficile da conquistare di un oro olimpico, perché premia la costanza e non un solo giorno di grazia. L'Italia lo sa bene: Gustav Thöni ne ha vinte quattro negli anni Settanta, Alberto Tomba una nel 1995 e Federica Brignone ha portato la sfera in Italia anche tra le donne.
Alcune piste sono entrate nella leggenda. La più temuta è la Streif di Kitzbühel, in Austria, i cui salti e tratti ghiacciati mettono alla prova i migliori discesisti: vincere lì corona una carriera. Ma anche l'Italia ha i suoi tracciati mitici, dalla Saslong della Val Gardena alla Stelvio di Bormio, dalla Gran Risa dell'Alta Badia all'Olympia delle Tofane di Cortina.
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