✍️
Sebastian Fitzek
11 domande · Letteratura
Una persona scompare e chi resta non riesce più a fidarsi di ciò che vede. Nei romanzi di Sebastian Fitzek la suspense nasce spesso da una frattura fra percezione e realtà. Ambienti chiusi, memorie incerte e punti di vista ingannevoli rendono difficile capire chi abbia il controllo della situazione. Nato a Berlino nel 1971, l'autore lavorò nel giornalismo radiofonico prima di affermarsi con la narrativa.
La terapia, romanzo d'esordio pubblicato in Germania nel 2006, racconta la scomparsa della figlia di uno psichiatra e un incontro capace di riaprire il passato. Il successo trasformò Fitzek in una figura importante del thriller psicologico tedesco. In Italia i suoi libri circolano con titoli come Il ladro di anime, Il gioco degli occhi e Il bambino. Quest'ultimo mette al centro un ragazzino che sostiene di avere commesso delitti molto anteriori alla propria nascita: la premessa trascina un avvocato in una vicenda inquietante.
Nel Gioco degli occhi un assassino impone ai padri un tempo limitato per ritrovare i figli. Passagier 23 utilizza invece un grande mezzo di trasporto, la nave da crociera, come spazio della tensione. Sono situazioni narrative, non statistiche affidabili sui delitti reali. L'esperienza della radio aiuta a comprendere l'attenzione dell'autore per il ritmo, le pause e i finali di capitolo, pensati per spingere a proseguire la lettura.
Il rapporto con il pubblico passa anche attraverso presentazioni spettacolari, con elementi musicali e scenici. Nel 2016 Fitzek ricevette il Ripper Award, premio europeo per la letteratura poliziesca. Un'altra collaborazione riguarda Auris: i romanzi sono scritti da Vincent Kliesch sulla base di un'idea di Fitzek, e ruotano intorno alle capacità di un esperto del suono. Distinguere ideazione e scrittura permette di attribuire correttamente il lavoro. Romanzi, adattamenti e incontri pubblici mostrano così diversi modi di costruire e condividere la suspense.
Esercitati gratis
PurFact ti ripropone ogni carta poco prima che tu la dimentichi. Così le conoscenze restano.