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Sonde spaziali
16 domande · Astronomia e spazio
Nessun essere umano si è mai spinto oltre la Luna. I nostri esploratori nel sistema solare sono macchine, spesso non più grandi di un’utilitaria, costruite per volare da sole nel freddo per decenni. A cominciare fu l’Unione Sovietica: nel 1959 la Luna 3 inviò le prime immagini sfocate della faccia nascosta del nostro satellite, che nessuno aveva mai visto. Nel 1970 la Venera 7 diede notizie dall’inferno di Venere, prima sonda in assoluto a trasmettere dati dalla superficie di un altro pianeta. Gli americani risposero con la Mariner 9, che nel 1971 fu la prima a orbitare intorno a un altro pianeta, e con la Viking 1, che nel 1976 si posò su Marte e trasmise immagini nitide di un deserto di pietre color ruggine.
Poi le sonde puntarono verso l’esterno. La Pioneer 10 sorvolò per prima Giove nel 1973, e la Voyager 1 è oggi l’oggetto più lontano mai costruito dall’uomo, con a bordo un disco dorato pieno di saluti. La Galileo fu dal 1995 la prima a orbitare intorno a Giove, la Juno la seguì nel 2016. La Cassini scoprì fontane d’acqua sulla luna di Saturno Encelado, e il suo lander Huygens si posò su Titano nel 2005. Nel 2015 la New Horizons mostrò su Plutone un cuore di ghiaccio di azoto.
Anche i corpi minori attirarono i ricercatori. Nel 1986 la Giotto attraversò la nube di polvere della cometa di Halley, la Rosetta accompagnò per due anni la cometa Churyumov-Gerasimenko e la giapponese Hayabusa riportò nel 2010, per la prima volta, polvere di un asteroide sulla Terra. La Parker Solar Probe si spinge vicinissima al Sole, mentre BepiColombo, progetto comune dell’ESA e del Giappone, è in viaggio verso Mercurio dal 2018. Intanto su Marte girano i rover Curiosity e Perseverance, nipoti di quei pionieri.
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