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Sport invernali: panoramica
10 domande · Sport
Nel 1924 la cittadina francese di Chamonix, ai piedi del Monte Bianco, ospitò una settimana internazionale degli sport invernali. Il successo fu tale che venne riconosciuta in seguito come la prima edizione dei Giochi olimpici invernali. L’Italia li ha accolti tre volte: a Cortina d’Ampezzo nel 1956, a Torino nel 2006 e, settant’anni dopo la prima volta, con Milano Cortina 2026.
Come quelli estivi, i Giochi invernali si svolgono ogni quattro anni, ma dal 1994 sono sfalsati di due anni rispetto alle Olimpiadi d’estate. Lo sci alpino è la disciplina regina: in discesa libera gli atleti superano i 130 km/h. Il biathlon unisce lo sci di fondo e il tiro a segno con la carabina, e ogni bersaglio mancato costa un giro di penalità. Il salto con gli sci proietta gli atleti oltre i 250 metri sui trampolini per il volo.
Sul ghiaccio il pattinaggio artistico mescola salti, trottole e coreografie a ritmo di musica; era olimpico già nel 1908, ai Giochi estivi di Londra. Il curling, soprannominato «gli scacchi del ghiaccio», si gioca con pesanti pietre di granito che la squadra guida spazzando la pista. Il pattinaggio di velocità si corre su un anello di 400 metri, a oltre 60 km/h. Nel canale ghiacciato bob, slittino e skeleton condividono la stessa pista; nello skeleton l’atleta sfreccia a testa in avanti, sdraiato a pancia in giù su una piccola slitta. Lo sci di fondo, infine, in tecnica classica o skating, resta la prova di resistenza per eccellenza.
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