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Stati e istituzioni
10 domande · Politica
Come si organizza il potere, e chi lo controlla? Il punto di partenza migliore è la separazione dei poteri, il principio reso celebre nel Settecento da Montesquieu nello «Spirito delle leggi»: fare le leggi, governare e giudicare spettano a organi diversi, perché ciascuno possa frenare gli altri. Oggi la maggior parte degli Stati del mondo è una Repubblica, cioè uno Stato il cui capo viene eletto invece di ereditare la carica; la parola viene dal latino «res publica», la cosa pubblica.
L’Italia mostra bene come funziona un sistema del genere. La Costituzione, entrata in vigore il 1° gennaio 1948, si apre con le parole «L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro». Il Parlamento ha due camere con gli stessi poteri: il Senato e la Camera dei deputati, che dal 2022 conta 400 membri e siede a Palazzo Montecitorio.
Per guardare oltre i confini servono poi alcune istituzioni chiave. L’Unione europea riunisce 27 Stati con un mercato unico e molte regole comuni, e 21 di loro usano l’euro (la Bulgaria dal 2026). L’ONU, fondata nel 1945 per difendere la pace e i diritti umani, ha sede a New York, mentre nel suo Consiglio di sicurezza siedono cinque membri permanenti con diritto di veto. La NATO, l’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord nata nel 1949, si regge sulla difesa reciproca: un attacco a un membro vale come attacco a tutti. E negli Stati Uniti un mandato presidenziale dura quattro anni. Buono a sapersi: con la Brexit, nel 2020, un paese ha lasciato l’Unione europea per la prima volta, il Regno Unito.
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