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Stieg Larsson
11 domande · Letteratura
Un giornalista indaga su una scomparsa e incontra una donna capace di penetrare nei sistemi informatici e nei segreti altrui. Mikael Blomkvist e Lisbeth Salander sono i protagonisti dei romanzi di Stieg Larsson, nei quali il meccanismo del giallo si intreccia con violenza contro le donne, abusi di potere e ricerca della verità. Uomini che odiano le donne apre il nucleo originario di Millennium, seguito da La ragazza che giocava con il fuoco e La regina dei castelli di carta.
Larsson nacque in Svezia nel 1954. Prima del successo letterario lavorò a lungo nel giornalismo, anche per l'agenzia TT, e studiò organizzazioni razziste e di estrema destra. Contribuì alla fondazione della rivista Expo. Quell'esperienza aiuta a comprendere l'attenzione dei romanzi per documenti, reti di potere e responsabilità pubbliche: il personaggio di Blomkvist appartiene al mondo dell'inchiesta giornalistica, mentre Salander porta nella storia capacità e vulnerabilità diverse.
L'autore non vide il successo dei suoi libri. Morì nel novembre 2004, a cinquant'anni, per un infarto; il primo romanzo uscì nel 2005. Il termine postumo descrive proprio questa distanza fra la vita di chi scrive e la pubblicazione. La circolazione internazionale dei tre volumi contribuì alla diffusione del noir scandinavo, ma il loro interesse non si esaurisce nell'ambientazione svedese. La critica alla violenza e alla discriminazione attraversa l'intera costruzione narrativa.
Il cinema offrì altri volti ai protagonisti. Nel film svedese del 2009 Lisbeth è interpretata da Noomi Rapace; nell'adattamento diretto da David Fincher nel 2011 il ruolo passa a Rooney Mara, con Daniel Craig come Blomkvist. Dopo Larsson altri autori proseguirono la serie, a partire da David Lagercrantz. Distinguere i tre romanzi originari dalle continuazioni consente di seguire la storia editoriale senza attribuire allo scrittore opere composte dopo la sua morte.
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