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Tavola periodica: i più noti
120 domande · Scienze
Alcuni elementi chimici fanno parte della vita di tutti i giorni, anche per chi non apre un libro di chimica dai tempi della scuola. L'idrogeno, il più leggero di tutti, bruciando lascia soltanto acqua, e l'elio gonfia i palloncini delle feste prima di rendere acuta la voce di chi lo respira. Il carbonio dà sia la grafite delle matite sia il diamante degli anelli, l'azoto occupa quasi quattro quinti dell'aria e l'ossigeno rende possibile ogni respiro. Il sodio e il cloro, due sostanze temibili da sole, insieme formano il sale da cucina, e lo zolfo ha fatto per secoli la ricchezza e la fatica delle miniere siciliane.
Poi vengono i metalli che hanno dato il nome a intere epoche: il rame e lo stagno, la cui lega aprì l'età del bronzo, e poi il ferro che la seguì. L'argento e l'oro diventarono moneta, il platino servì a fabbricare l'antico chilogrammo campione, e il tungsteno brillava nei filamenti delle lampadine. Altri hanno una storia più cupa: il mercurio, unico metallo liquido a temperatura ambiente, estratto per secoli sul Monte Amiata, il piombo, tossico malgrado i suoi mille usi, e l'uranio, i cui sali permisero a Henri Becquerel di scoprire la radioattività nel 1896, prima che il plutonio aprisse l'era atomica, pochi anni dopo che Enrico Fermi aveva acceso a Chicago il primo reattore nucleare.
Per ciascuno di questi quaranta elementi impari tre cose: il simbolo, che a volte viene dal latino come Fe per ferrum o Au per aurum, il nome e il numero atomico, cioè il posto nella tavola che Dmitrij Mendeleev ordinò nel 1869 lasciando caselle vuote per elementi ancora sconosciuti.
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