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Tennis: campi e tornei
14 domande · Sport
Un campo da tennis sembra semplice: due metà, linee bianche e una rete. Eppure ogni dettaglio è codificato. Al centro la rete misura appena 0,914 metri, cioè tre piedi, e qualcosa di più ai paletti; colpire al centro, sopra il punto più basso, è dunque una scelta razionale. Nel doppio il campo si allarga grazie ai corridoi laterali, e ogni squadra è formata da due giocatori. Le palline sono gialle dal 1972, perché in televisione si vedono meglio; Wimbledon, fedele alle sue tradizioni, è passato al giallo solo nel 1986. E si gioca su tre grandi famiglie di superfici: terra rossa, erba e cemento.
Sopra tutto questo vigila la ITF, la Federazione internazionale di tennis. Il circuito maschile è organizzato dall’ATP, quello femminile dalla WTA, fondata nel 1973 per iniziativa di Billie Jean King. Subito dopo i quattro tornei del Grande Slam vengono i nove Masters 1000, fra cui gli Internazionali d’Italia al Foro Italico di Roma, dove si ritrovano quasi tutti i migliori. La stagione maschile si chiude con le ATP Finals, riservate agli otto migliori giocatori dell’anno e ospitate dal 2021 a Torino: prima si gioca in due gironi, poi semifinali e finale.
Il tennis si gioca anche fra nazioni. Fra gli uomini la Coppa Davis esiste dal 1900; fra le donne la vecchia Fed Cup porta dal 2020 il nome di Billie Jean King. Il tennis è inoltre sport olimpico, rientrato nel programma nel 1988 a Seul dopo una lunga assenza. Infine una regola universale risolve i set più equilibrati: sul 6-6 un tie-break decide il vincitore.
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