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Tennis: colpi e tecnica
14 domande · Sport
Ogni punto di tennis comincia con il servizio, l’unico colpo che il giocatore controlla del tutto, senza dipendere dalla palla dell’avversario. I migliori battono a oltre 200 km/h, e quando chi risponde non riesce nemmeno a sfiorare la palla si parla di ace. Al contrario, sbagliare entrambi i tentativi regala il punto: è il doppio fallo, l’incubo dei momenti più tesi. Dall’altra parte della rete, la risposta serve a neutralizzare questo vantaggio, e chi riesce a vincere il game di battuta avversario mette a segno un break, spesso la chiave di un set.
Da fondo campo dominano due colpi. Il diritto, giocato dal lato della mano che impugna la racchetta, è per quasi tutti l’arma principale; il rovescio, a una o due mani, si gioca dall’altro lato del corpo, e quello a una mano resta sinonimo di eleganza, come insegnano Federer e, in Italia, Lorenzo Musetti. Questi colpi si arricchiscono di effetti: il top spin, con la sua rotazione in avanti, fa scendere la palla e poi la fa rimbalzare alta, ed è diventato la base del tennis moderno; lo slice, tagliato con una rotazione all’indietro, resta basso e scivola, arma difensiva ma insidiosa.
Vicino alla rete il gioco cambia ritmo. La volée si colpisce prima del rimbalzo, con riflessi e precisione. Una palla alta chiama lo smash, sferrato sopra la testa con tutta la forza. Per battere un avversario salito a rete restano due soluzioni: il pallonetto, che lo scavalca, oppure il passante, che lo supera di lato. Infine la smorzata, palla corta e delicata, muore appena oltre la rete e sorprende chi è rimasto lontano dietro la linea di fondo. Conoscere questi colpi significa già leggere una partita come un telecronista.
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