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Tennistavolo: le basi
8 domande · Sport
Il tennistavolo si gioca su un tavolo lungo 2,74 metri, ma le sue regole stanno in pochi numeri. Un set si disputa agli 11 punti, e sul 10 pari servono due punti di scarto per vincerlo. Non è sempre stato così: fino al 2001 si giocava ai 21. Il passaggio a 11 ha reso i set più brevi, più tesi e più adatti alla televisione. Ogni giocatore serve due volte di fila prima che la battuta passi all’avversario; dal 10 pari si cambia dopo ogni punto. Nelle grandi competizioni internazionali un incontro si gioca spesso al meglio dei sette set: bisogna quindi vincerne quattro.
Il servizio obbedisce a regole severe. All’inizio la pallina poggia sul palmo aperto della mano libera, ben visibile, e viene poi lanciata quasi in verticale ad almeno 16 centimetri di altezza. Nasconderla all’avversario è vietato. Se la pallina tocca la rete e poi cade regolarmente nell’altro campo, il servizio semplicemente si rigioca, senza che nessuno segni il punto. Durante lo scambio, invece, una pallina che sfiora la rete resta buona.
Il resto è questione di effetti. Il topspin, re dei colpi d’attacco, imprime alla pallina una forte rotazione in avanti: scende sul tavolo nonostante la velocità, poi accelera e rimbalza alta. Il taglio fa l’opposto: la pallina ruota all’indietro, resta bassa e sembra morire nel campo avversario. Perché ognuno sappia che cosa aspettarsi, le due facce della racchetta hanno colori diversi, tradizionalmente rosso e nero. Dal 2021 la faccia non nera può essere anche blu, verde, viola o rosa.
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