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Thomas Mann
13 domande · Letteratura
Una famiglia di commercianti perde lentamente la propria solidità attraverso le generazioni. Nei Buddenbrook Thomas Mann trasformò l'ambiente della sua Lubecca in un romanzo sul rapporto fra affari, vita privata e sensibilità artistica. Pubblicato nel 1901, fu richiamato in modo particolare nella motivazione del Nobel per la letteratura assegnato nel 1929. Il riconoscimento arrivò quando l'autore aveva già pubblicato anche La montagna incantata.
In quel romanzo Hans Castorp visita un sanatorio di Davos pensando di fermarsi poche settimane e rimane per sette anni. L'esperienza della moglie Katia in un luogo di cura contribuì all'ideazione del libro. La morte a Venezia mette invece al centro lo scrittore Gustav von Aschenbach, attratto dal giovane Tadzio in una città minacciata dal colera. Luchino Visconti ne trasse nel 1971 un film nel quale la musica di Gustav Mahler assume un ruolo importante.
Mann nacque nel 1875 e sposò Katia Pringsheim nel 1905; ebbero sei figli. Anche il fratello maggiore Heinrich era scrittore, e il rapporto fra i due attraversò contrasti politici e successivi riavvicinamenti. Dopo l'ascesa nazista Thomas non tornò stabilmente in Germania: dal 1933 visse in esilio, prima in Svizzera e dal 1938 negli Stati Uniti. Nelle trasmissioni della BBC rivolte ai tedeschi utilizzò l'appello Deutsche Hörer e prese posizione contro il regime.
La musica e la storia europea ritornano nel Doctor Faustus, attraverso il compositore Adrian Leverkühn e il motivo del patto diabolico. Un'altra impresa narrativa, Giuseppe e i suoi fratelli, rielabora in quattro romanzi il ciclo biblico di Giuseppe. I diari, aperti vent'anni dopo la morte dello scrittore, resero inoltre accessibili le sue riflessioni sui desideri omoerotici e sul rapporto fra vita privata e immagine pubblica. Mann morì a Zurigo nel 1955, dopo essere tornato a vivere in Svizzera.
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