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Tyr
12 domande · Mitologia
Tyr è il dio norreno della guerra, del diritto e del giuramento: il più onorevole tra gli dèi guerrieri. Non incarna la strage cieca, ma il combattimento giusto, la parola data e il coraggio di fare ciò che va fatto. Era considerato il più coraggioso di tutti gli dèi, e il thing, l'assemblea in cui si amministrava la giustizia, era posto sotto la sua protezione.
Il suo mito più celebre è l'incatenamento del lupo Fenrir. Il figlio di Loki cresceva in modo minaccioso e diventava invincibile; gli dèi lo fecero quindi legare con Gleipnir, un laccio magico che i nani avevano fabbricato con sei cose impossibili, come il rumore dei passi del gatto o la barba delle donne. Diffidente, il lupo accettò la prova solo se un dio gli avesse messo la mano tra le fauci come pegno di buona fede. Tyr fu l'unico a osare, e quando Fenrir capì l'inganno, morse: Tyr perse la mano.
Da quel sacrificio Tyr è monco, ma resta il simbolo del valore e dell'abnegazione. Il suo nome è antichissimo, imparentato con quello di Zeus e con il latino deus; la runa Tiwaz porta il suo nome. Le fonti non concordano sul padre: Odino secondo Snorri, il gigante Hymir secondo un carme dell'Edda. Nel Ragnarök affronterà il cane Garmr, e moriranno entrambi.
Gli inglesi gli devono il loro Tuesday. In italiano il martedì è il giorno di Marte, il dio a cui i Romani accostavano proprio Tyr: un'iscrizione latina lo chiama perfino «Mars Thingsus».
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