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Valentina Tereškova
11 domande · Società e vita quotidiana
Quando Valentina Tereškova nasce, il 6 marzo 1937, nel villaggio di Bol'šoe Maslennikovo sul Volga, nulla lascia presagire un destino mondiale. Il padre, trattorista, cade nella guerra contro la Finlandia; la madre lavora in una fabbrica tessile, e presto anche Valentina si ritrova davanti ai telai di Jaroslavl'. La sua vera passione però è un'altra: all'aeroclub della città colleziona lanci col paracadute, ben più di cento.
È proprio quella passione ad aprirle le porte dello spazio. Dopo il trionfo di Jurij Gagarin, l'Unione Sovietica cerca in segreto donne per i voli spaziali, e i cosmonauti del programma Vostok non atterravano dentro la capsula: venivano espulsi con il seggiolino eiettabile e scendevano col paracadute. Fra centinaia di candidate viene scelta l'operaia tessile. Il 16 giugno 1963, a bordo della Vostok 6, diventa la prima donna nello spazio; il suo nominativo radio è «Čajka», il gabbiano.
Resta in orbita quasi tre giorni e compie 48 giri attorno alla Terra, più ore di volo spaziale di tutti gli astronauti americani messi insieme fino a quel momento. Ancora oggi è l'unica donna ad aver volato completamente da sola. Poco dopo sposa il cosmonauta Andrijan Nikolaev: la loro figlia Elena è la prima bambina i cui genitori erano stati entrambi nello spazio.
Ci vorranno 19 anni prima che un'altra donna voli nello spazio: Svetlana Savickaja nel 1982, seguita dall'americana Sally Ride nel 1983. La prima italiana, Samantha Cristoforetti, partirà nel 2014. Laureata all'Accademia dell'aeronautica militare, Tereškova entra poi in politica e dal 2011 siede come deputata alla Duma di Stato russa.
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