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Varicella
7 domande · Salute e medicina
La varicella è una delle malattie infantili più contagiose: spesso basta condividere una stanza con un malato per prenderla, perché il virus viaggia nell’aria. Il suo nome è un diminutivo di variola, il vaiolo, la terribile malattia con cui per lungo tempo è stata confusa, anche se la varicella è di solito molto più benigna. È causata dal virus varicella-zoster, che si trasmette per via aerea e con il liquido delle vescicole.
Il segno tipico è un’eruzione di piccole vescicole piene di liquido che prudono molto, compaiono a ondate su tutto il corpo e poi si ricoprono di crosticine. Nei bambini sani la malattia resta per lo più lieve, anche se il prurito è fastidioso e il grattamento può lasciare cicatrici. È più pericolosa per i neonati, le donne in gravidanza e le persone immunodepresse.
Questo virus ha una particolarità: dopo la malattia resta addormentato per tutta la vita nel corpo, nascosto nei gangli nervosi. Decenni dopo può risvegliarsi e provocare l’herpes zoster, il doloroso fuoco di Sant’Antonio, un’eruzione a fascia su un solo lato del corpo. Oggi esiste un vaccino contro la varicella: in Italia è obbligatorio per i nati dal 2017, mentre altrove viene offerto a tutti i bambini piccoli o solo ad alcune persone non immuni. Per gli anziani c’è inoltre un vaccino contro lo zoster. Si possono così prevenire entrambi i volti di questa tenace malattia virale.
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