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Zerocalcare
9 domande · Letteratura
Un armadillo interrompe il protagonista, gli fa osservazioni e dà una forma visibile alle sue contraddizioni. È una delle invenzioni più riconoscibili di Zerocalcare, nome d'arte di Michele Rech. Nato ad Arezzo nel 1983 e cresciuto anche a Rebibbia, a Roma, l'autore trasforma amicizie, paure e riferimenti popolari in racconti a fumetti. Il quartiere non è soltanto uno sfondo: offre luoghi, voci e relazioni che accompagnano molte storie, senza esaurire gli interessi dell'autore.
Il primo libro, La profezia dell'armadillo, esce nel 2011. Nello stesso anno prende avvio il blog a fumetti, attraverso il quale brevi racconti autobiografici raggiungono nuovi lettori. Un polpo alla gola, del 2012, torna all'infanzia e all'adolescenza attraverso un segreto e il peso del senso di colpa. Dimentica il mio nome, pubblicato nel 2014, parte invece dalla memoria familiare e dal rapporto fra generazioni. Umorismo e dolore possono convivere nella stessa pagina senza annullarsi a vicenda.
Kobane Calling porta questo linguaggio nel reportage. Il volume del 2016 nasce dai viaggi fra Turchia, Iraq e Siria e dall'incontro con la realtà curda. La voce autobiografica non scompare: l'autore rende visibili anche i propri limiti e il modo in cui osserva ciò che racconta. Non si tratta quindi di un'avventura immaginaria ambientata lontano da Roma, ma di un lavoro legato a esperienze e incontri concreti.
L'animazione amplia ulteriormente il pubblico. Strappare lungo i bordi arriva nel 2021 e affida la voce dell'Armadillo a Valerio Mastandrea. Nel 2023 esce Questo mondo non mi renderà cattivo, che intreccia amicizie, conflitti sociali e responsabilità individuale. Il passaggio allo schermo mantiene il rapporto fra racconto personale e contesto collettivo. Conoscere questi titoli aiuta a seguire un percorso che attraversa blog, libri e serie animate, senza ridurre tutto a un'unica formula.
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