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Gallerie e tunnel
16 domande · Tecnologia
Il 19 luglio 1879 Louis Favre morì nel cuore della montagna. L’impresario ginevrino si era impegnato a scavare la galleria ferroviaria del San Gottardo in otto anni e lottava contro infiltrazioni d’acqua, caldo e mancanza di denaro. Crollò nella galleria durante un sopralluogo. Non vide l’abbattimento dell’ultimo diaframma, sei mesi dopo. Da allora il Gottardo è rimasto il simbolo delle gallerie: dal 2016 i treni attraversano la galleria di base del San Gottardo, che con 57 chilometri è la galleria ferroviaria più lunga del mondo.
Le gallerie raccontano coraggio e tecnica. A Londra Marc Isambard Brunel scavò dal 1825 con il suo scudo il tunnel del Tamigi, nel 1843 il primo tunnel sotto un fiume navigabile. Attraverso le Alpi il traforo ferroviario del Frejus fu aperto nel 1871 tra Modane e Bardonecchia, e dal 1906 il traforo del Sempione detenne per decenni il record di lunghezza. Ad Amburgo dal 1911 alcuni ascensori portano le auto giù nel vecchio tunnel dell’Elba, e sotto l’Hudson l’Holland Tunnel fu il primo con ventilazione meccanica.
Oggi una talpa meccanica si fa strada nella roccia, oppure i minatori lavorano con il nuovo metodo austriaco, in cui il calcestruzzo proiettato sostiene subito la roccia. Così sono nate la galleria Seikan tra Honshū e Hokkaidō, il tunnel della Manica, la galleria di Lærdal, la galleria stradale più lunga del mondo, e Marmaray sotto il Bosforo.
Le gallerie sono anche luoghi di paura. Nel 1999 un incendio nel traforo del Monte Bianco uccise 39 persone, e nel 2000 a Kaprun 155 persone morirono in una funicolare in fiamme. Entrambe le tragedie cambiarono le regole di sicurezza in tutta Europa.
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