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Yasuke
10 domande · Storia
Nel 1579 gettò l’ancora in Giappone una nave con a bordo il gesuita italiano Alessandro Valignano, inviato come visitatore per ispezionare la missione del suo ordine in Estremo Oriente. Nel suo seguito viaggiava un africano alto e robusto. Da dove venisse di preciso non si sa: alcuni storici pensano al Mozambico, altri all’Etiopia o al Sudan, ma nulla è dimostrato. Nessuno conosce nemmeno il suo nome originario. È entrato nella storia con il nome che gli fu dato in Giappone: Yasuke.
Due anni dopo, nel 1581, Valignano si recò a Kyoto, e mezza città accorse a vedere lo straniero. Anche Oda Nobunaga, il più potente signore della guerra del paese, volle conoscerlo. I gesuiti raccontano che Nobunaga non credeva che quella pelle scura fosse vera e fece lavare Yasuke, convinto che si trattasse di inchiostro. Quando la pelle diventò soltanto più lucida, ne fu entusiasta. Il suo cronista Ōta Gyūichi scrisse nello Shinchō Kōki che quell’uomo aveva la forza di dieci uomini.
Nobunaga prese Yasuke al suo servizio. Nella primavera del 1582 lo accompagnò nella campagna contro i Takeda, e il vassallo dei Tokugawa Matsudaira Ietada annotò con stupore nel suo diario la sua statura. Se Yasuke sia stato un samurai nel senso pieno è una questione discussa tra gli storici: le fonti parlano di favore, doni e di un posto vicino a Nobunaga, ma non indicano con chiarezza un rango formale.
Nel giugno 1582 tutto finì tra le fiamme del Honnō-ji. Yasuke continuò a combattere al fianco del figlio di Nobunaga, Oda Nobutada, finché dovette arrendersi. Akechi Mitsuhide, il traditore, gli risparmiò la vita e lo consegnò ai gesuiti. Da quel momento se ne perdono le tracce. Oggi è più famoso che mai: nel 2025 Assassin’s Creed Shadows ne ha fatto uno dei suoi due protagonisti.
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